Meeting of Minds: ll Seminario di Formazione di Confindustria Est Europa

L’industria italiana guarda a Est: strategie, sfide e nuove opportunità.

Il 22 e 23 settembre, a Roma, si è svolto il Seminario di Formazione Confindustria Est Europa, un momento di confronto tra rappresentanze internazionali, esperti e dirigenti del sistema confindustriale. Due giornate intense, ricche di testimonianze, che hanno offerto un quadro chiaro delle sfide e delle opportunità che attendono le imprese italiane sui mercati globali.

Anche Confindustria Polonia ha partecipato ai lavori, rappresentata dal Vice Presidente Alessandro Saglio e dal Project Manager Christian Viganò, riaffermando il ruolo attivo della nostra comunità imprenditoriale all’interno della rete internazionale di Confindustria.

Uno dei temi centrali emersi è stato quello della rappresentanza. L’esperienza della Romania ha offerto un esempio significativo: il progetto “Vino Acasă” (“Torna a casa”), presentato nel quadro del Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration (GCM), il primo accordo globale delle Nazioni Unite per rendere i flussi migratori più sicuri e regolati. “Vino Acasă” nasce con l’obiettivo di sostenere i cittadini romeni emigrati che scelgono di rientrare nel Paese, offrendo supporto medico, assistenza amministrativa, programmi educativi, sostegno psicologico e percorsi di integrazione lavorativa. A diffondere il progetto è stata anche Confindustria Romania che ha organizzato un Roadshow nazionale coinvolgendo istituzioni e imprese e rafforzando così il legame tra diaspora e comunità locali.

I programmi europei: una leva di sviluppo

A portare lo sguardo europeo è stato Leonardo Pinna, Delegato di Confindustria presso l’Unione Europea a Bruxelles. La sua relazione ha messo in luce la centralità dei programmi comunitari per la competitività delle imprese italiane. Con un budget di oltre 1.800 miliardi di euro tra Quadro Finanziario Pluriennale e Next Generation EU, l’Unione Europea offre strumenti senza precedenti. Tra i più rilevanti:

  • Horizon Europe: 95,5 miliardi di euro per ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico.
  • Digital Europe: 7,5 miliardi per supercalcolo, intelligenza artificiale, cybersicurezza e competenze digitali avanzate.
  • Innovation Fund: 40 miliardi per sostenere tecnologie in grado di abbattere le emissioni di CO₂.
  • Erasmus+: 26,2 miliardi per mobilità, scambi e formazione, con crescente attenzione al collegamento tra istruzione e impresa.

Pinna ha sottolineato che la vera sfida non è solo accedere ai fondi, ma costruire partenariati transnazionali capaci di portare le nostre imprese al centro di reti europee, superando i limiti della dimensione nazionale.

Le sfide globali e il Mercosur

Il quadro internazionale rimane complesso, segnato da tensioni geopolitiche, guerre commerciali e nuove forme di protezionismo. In questo scenario, come ha spiegato Marco Felisati, Direttore Affari Internazionali di Confindustria, gli accordi di libero scambio (FTA) diventano strumenti chiave per sostenere l’export e rafforzare la presenza delle imprese sui mercati esteri. Tra questi, grande attenzione è rivolta all’accordo UE-Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). Si tratta della quinta area economica mondiale per popolazione e dell’ottava per PIL complessivo: oltre 260 milioni di persone e circa 3.000 miliardi di dollari.

Per l’Italia, l’accordo significherebbe l’abbattimento di dazi molto elevati – oggi tra il 18 e il 35% sui beni industriali e fino al 55% sui prodotti agricoli – creando nuove prospettive per settori di punta come agroalimentare, macchinari, chimica e farmaceutica, veicoli, gomma e plastica. L’UE sarebbe il primo grande blocco economico a siglare un’intesa di questo tipo con il Mercosur, conquistando un vantaggio competitivo strategico in un’area dove la concorrenza globale – soprattutto cinese e statunitense – è molto aggressiva. Anche la Polonia, parte integrante della catena industriale europea, guarda con interesse a questo scenario: i settori polacchi della meccanica, della chimica e dell’agroalimentare avrebbero un accesso più ampio a un mercato finora fortemente protetto. Per Confindustria Polonia, questo apre nuove possibilità di collaborazione per le imprese associate

Innovazione e comunità

Il contributo di Roberto Panzarani, Consulente di Confindustria per l’innovazione associativa, ha offerto una prospettiva diversa, centrata sul capitale sociale delle imprese. Le aziende del futuro, ha spiegato, non saranno solo centri di produzione, ma veri e propri ecosistemi comunitari, capaci di generare fiducia, collaborazione e appartenenza. La leadership dovrà evolvere da verticale a partecipativa, in un modello in cui la resilienza dipende dall’adattamento: “non è il più forte che sopravvive, ma il più adatto”. Per Confindustria, ciò significa trasformarsi sempre più in una piattaforma di community: non solo un luogo di rappresentanza, ma uno spazio di coevoluzione tra imprese, istituzioni e territori, capace di affrontare le sfide con una visione condivisa

Serbia e Bulgaria: esperienze di frontiera

Le testimonianze delle rappresentanze in Serbia e Bulgaria hanno mostrato con chiarezza il valore concreto della presenza di Confindustria all’estero. In Serbia, l’associazione ha scelto di puntare sul networking attivo: missioni incoming e outgoing, eventi di matchmaking e un costante supporto alle PMI italiane che intendono aprirsi al mercato locale. Un modello operativo che facilita l’internazionalizzazione e rafforza i legami tra comunità imprenditoriali. In Bulgaria, la forza sta invece nella costruzione della comunità associativa: oltre 200 imprese italiane, con 35.000 lavoratori e 1,8 miliardi di fatturato aggregato. Qui, Confindustria non si limita a offrire servizi, ma coltiva il senso di appartenenza e l’orgoglio associativo, trasformando gli associati in ambasciatori spontanei del sistema Italia. Due modelli diversi ma complementari, che arricchiscono l’intera rete internazionale e rafforzano l’identità del sistema Confindustria oltre i confini nazionali.

Uno sguardo avanti

Il seminario si è chiuso con una riflessione condivisa: la rete internazionale di Confindustria, che conta oggi 13 rappresentanze estere, rappresenta uno strumento fondamentale per accompagnare le imprese italiane nei mercati globali Per Confindustria Polonia questo significa guardare avanti con chiarezza: rafforzare la rappresentanza locale, intercettare i fondi europei, valorizzare i settori strategici e costruire una comunità imprenditoriale solida, capace di farsi riconoscere come interlocutore autorevole in Polonia e in Europa.

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